Muffa sul formaggio: si può togliere?
Dipende dal formaggio. Su quelli duri e stagionati — parmigiano, grana, pecorino — si taglia via un paio di centimetri attorno e sotto il punto ammuffito e il resto si usa. Su quelli molli e freschi, e su qualsiasi formaggio grattugiato, a fette o a cubetti, si butta tutto. Nel dubbio si butta.
È una delle poche regole di cucina che si può dire netta. Il motivo sta nella struttura del formaggio, e una volta capito non lo dimentichi più.
Perché sui formaggi duri si può togliere e sui molli no?
Perché la muffa non è solo quella macchia che vedi. Quella è la parte visibile: sotto, la muffa manda dei filamenti sottilissimi — si chiamano ife — che scavano nel formaggio come radici, e sono invisibili a occhio nudo.
In un formaggio duro e stagionato l'acqua è poca e la pasta è compatta: le ife fanno una fatica enorme a penetrare e restano quasi tutte in superficie. Togliendo generosamente attorno, togli anche loro.
In un formaggio molle, fresco e ricco d'acqua succede l'opposto: le ife attraversano la pasta in fretta e in profondità. Quello che vedi in cima è la punta di qualcosa che sta già in tutto il pezzo. Ecco perché lì non c'è nulla da salvare.
Quali formaggi si salvano e quali si buttano?
Questa è la mappa pratica, da tenere a mente quando apri il cassetto dei formaggi.
| Formaggio | Se compare la muffa | Perché |
|---|---|---|
| Parmigiano, grana, pecorino stagionato | Si taglia via ~2 cm attorno e sotto | Pasta dura e asciutta, muffa superficiale |
| Provolone, asiago, montasio, emmental | Si taglia via ~2 cm attorno e sotto | Semiduri compatti, stesso principio |
| Mozzarella, burrata, stracciatella | Si butta tutto | Molli e immersi in liquido |
| Ricotta, mascarpone, spalmabili | Si butta tutto | Freschissimi, ricchi d'acqua |
| Stracchino, crescenza, robiola | Si butta tutto | Pasta molle, ife che penetrano |
| Qualsiasi formaggio grattugiato | Si butta tutto | Superficie esposta enorme |
| Qualsiasi formaggio a fette o a cubetti | Si butta tutto | I pezzi si contaminano tra loro |
| Gorgonzola, brie, camembert | La muffa del formaggio è voluta, quella estranea no | Vedi paragrafo dedicato |
La riga da ricordare più di tutte è quella del grattugiato: è il formaggio su cui si tende a fare eccezione («tolgo le scaglie in cima»), ed è invece quello dove l'eccezione ha meno senso.
Come si toglie la muffa nel modo giusto?
Non si raschia e non si lava. Si taglia, con metodo, e il metodo conta quanto la regola.
- Taglia largo: circa 2 cm tutto attorno alla macchia e 2 cm sotto. Non è spreco, è la parte in cui stanno le ife che non vedi.
- Usa un coltello pulito e non tornare a toccare la parte buona con la lama che ha toccato la muffa. Se il pezzo è grande, cambia lato o lava il coltello a metà lavoro.
- Non far cadere pezzi di muffa sulla parte sana: lavora con la muffa rivolta verso l'alto e appoggia il formaggio pulito su un tagliere diverso.
- Riavvolgi in una pellicola nuova, mai in quella dove c'era la muffa.
E i controlli che decidono comunque per il no, anche su un formaggio duro: se la pasta sotto è spugnosa, umida o si sbriciola in modo strano, se il colore è cambiato in profondità, se senti odore di ammoniaca, di cantina o di rancido. In quei casi il taglio non basta e si butta il pezzo intero.
La muffa del gorgonzola e del brie è la stessa cosa?
No, ed è la distinzione che genera più confusione. In gorgonzola, roquefort, brie e camembert la muffa è voluta: sono colture selezionate, aggiunte durante la lavorazione, ed è proprio quella che dà a questi formaggi sapore, profumo e aspetto.
Nel gorgonzola sono le venature blu-verdi dentro la pasta, distribuite in modo regolare. Nel brie e nel camembert è la crosta bianca, vellutata e uniforme, che si mangia. Fin qui è tutto normale e tutto previsto.
Il problema è la muffa estranea, quella che non appartiene a quel formaggio. Come riconoscerla:
- pelo grigio, nero, rosa o arancione sulla crosta bianca di brie e camembert
- macchie che compaiono sulla superficie di taglio del gorgonzola, diverse dalle sue venature
- muffa pelosa e in rilievo, mentre quella nobile è integrata nella pasta o forma una crosta liscia
- odore di ammoniaca forte, muffa di cantina, o un cambio netto rispetto a com'era quando l'hai comprato
Se compare una di queste, il formaggio si butta intero: sono paste molli, quindi si applica la regola dei molli, non quella dei duri.
Perché il formaggio grattugiato e a fette si butta sempre?
Perché il grattugiare, l'affettare e il tagliare a cubetti moltiplicano la superficie esposta all'aria. Un pezzo intero da 200 g ha sei facce; le stesse 200 g grattugiate hanno una superficie decine di volte più grande.
C'è poi il contatto: nella busta o nella vaschetta le scaglie e le fette si toccano tutte. Una muffa partita in un punto ha già viaggiato in tutto il contenuto molto prima di diventare visibile in cima.
Da qui una conseguenza pratica utile: il parmigiano conviene comprarlo a pezzo e grattugiarlo al momento. Dura molto di più, non fa muffa in una settimana e costa meno al chilo. È uno di quei cambi di abitudine che si ripagano da soli.
Come si conserva il formaggio per evitare la muffa?
La muffa ha bisogno di umidità e di aria ferma. Conservare bene significa toglierle almeno una delle due.
- Formaggi duri: carta da formaggio o carta forno, poi un sacchetto o un contenitore lasciato non del tutto chiuso. La pellicola a diretto contatto per giorni li fa "sudare" e proprio quello innesca la muffa.
- Formaggi molli: contenitore chiuso, in frigo, consumati in fretta. La mozzarella resta nel suo liquido fino al momento di usarla.
- Cassetto dei latticini o ripiano centrale, mai la porta: è la zona più calda e più soggetta a sbalzi, come spiega la guida su come organizzare il frigo.
- Scrivi la data di apertura sulla carta con un pennarello: sui formaggi nessuno se la ricorda mai.
Per i tempi indicativi di tutte le categorie c'è la tabella su quanto durano gli alimenti in frigo. E la stessa logica delle ife vale anche fuori dal frigo: sul pane e sulla frutta funziona in modo diverso, ed è spiegato in muffa sul pane e sulla frutta.
Cosa fare con il formaggio ripulito o al limite
Un pezzo di stagionato ripulito è perfetto da cuocere: il calore gli fa bene e i pezzi irregolari non si notano più. Non tenerlo lì in attesa di un'occasione, usalo entro pochi giorni.
Le destinazioni che funzionano sempre:
- croste di parmigiano: raschiate e pulite, danno sapore a minestre, zuppe di legumi e sughi lunghi
- avanzi misti di stagionati: grattugiati insieme diventano il ripieno di torte salate, polpette e sformati
- formaggi semiduri: fusi su una pasta al forno o su verdure gratinate risolvono una cena
- pezzetti piccoli: si congelano se poi li userai cotti — da scongelati sono friabili, quindi non da tavola
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La regola in una riga, da appendere mentalmente allo sportello: duro si taglia, molle si butta, grattugiato si butta sempre. E se la pasta sotto la muffa non ti convince, non c'è tabella che tenga: nel dubbio, nel bidone.
Fonti utili: per le indicazioni ufficiali su conservazione e sicurezza degli alimenti fai riferimento al Ministero della Salute e all'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare. Quanto scritto qui è prudente e di buon senso: l'etichetta e il tuo naso vincono sempre, e nel dubbio si butta.
Domande frequenti
Si può togliere la muffa dal parmigiano?
Sì. Sui formaggi duri e stagionati come parmigiano, grana e pecorino la muffa resta in superficie: si taglia via un paio di centimetri tutto attorno e sotto il punto ammuffito, con un coltello pulito, e il resto si usa. Se la pasta è spugnosa o odora di ammoniaca, si butta.
Si può mangiare la mozzarella con la muffa?
No. Su mozzarella, ricotta, stracchino, crescenza e formaggi spalmabili la muffa si butta sempre, tutta la confezione. Sono paste morbide e ricche d'acqua: i filamenti della muffa le attraversano in profondità e restano invisibili, quindi togliere la parte visibile non serve a nulla.
Il formaggio grattugiato con la muffa si può recuperare?
No, si butta l'intera confezione. Nel grattugiato, nelle fette e nei cubetti la superficie esposta è enorme e i pezzi sono a contatto tra loro: quello che vedi in un punto è già ovunque. Vale anche se la muffa è solo su qualche scaglia in cima.
La muffa del gorgonzola e del brie è pericolosa?
No, è voluta: sono colture selezionate aggiunte durante la lavorazione, ed è quella che dà a questi formaggi sapore e aspetto. Diverso il caso di muffe estranee, cioè di colori o zone che non appartengono al formaggio: pelo grigio o nero sulla crosta o sul taglio significa buttare.